Mi piacerebbe scrivere sempre di argomenti lievi, divertenti, ma _giusto per ribadire il senso che il mio percorso HamMam non è un bagno turco_ vorrei raccontarvi una storia(ccia) che mi tocca molto da vicino e che mi turba assai.
Protagonista, ahimè, è la piccola Mimì. Antagonista è la cattiva Mrs Stipsi.
Ebbene, ci tengo a premettere che a casa mia trauma non è fare salto mortale da una vecchia sedia a dondolo, a pochi mesi di vita, atterrando di capoccia, né un’acrobatica caduta dal lettone, il cui botto l’avrà sentito pure la signora dell’ultimo piano. Neanche un’ostruzione dovuta ad un boccone di frittata di patate, non andata subito giù. No! A casa mia trauma è: il momento pupù, ovvero le torture di Mrs Stipsi!
Tutt’altro che c’era una volta….e vissero felici e contenti.
Mrs Stipsi ha reso difficile la vita alla piccola Mimì e di riflesso anche a me. E dire che ho fatto il possibile per evitarla e sconfiggerla, ma ancora oggi rimane il nostro nemico numero uno, la peggiore delle streghe cattive di tutte le fiabe.
Altro che manna dal cielo. Direttamente da Castelbuono. Tamarindo. Semi di olio di lino. Olio di mandorla. Prugne. Pere. Probiotici. Massaggi e alimentazione mirata. Non ci siamo fatti mancare neanche il gambo del prezzemolo, che non si mangiaaaa!
Dicono che le terribili torture di Mrs Stipsi, siano rare quando si allatta secondo natura, e che invece interessino per lo più bambini allattati artificialmente. E invece nel nostro caso non è stato così. Abbiamo allattato ad oltranza e a volontà, ma nessuna esenzione. Mi rivolgo, ovviamente, al medico, che a parte ribadirmi che finché la piccola fosse stata allattata al seno non dovevo preoccuparmi, mi prescrive fermenti lattici e nient’altro. Inizio a svezzarla al sesto mese. E lì i nodi al pettine. Peggio che andar di notte! Con l’introduzione di cibi solidi, il rapporto conflittuale con Mrs Stipsi raggiunge il culmine. E certo! Non soffri più solo durante, ma anche prima, per il terrore psicologico, e dopo, causa ragadi. Vallo a spiegare alla creaturina!
Mrs Stipsi, you upset us! (ci turbi!)
Ahi, ahi il cucù! Sarà stata una delle prime frasi elaborate dalla piccola Mimì. Un angosciante senso di impotenza mi pervade. Di fronte ad un’improvvisa metamorfosi del viso, cambio d’espressione, corpo irrigidito, e ancora, strane emissioni di suoni, parole dette a vanvera, gesti inconsueti, ricerca di aiuto e allo stesso tempo rifiuto, saluti, nascondigli…a me non rimane che assecondarla nell’attesa sofferta che tutto finisca presto. Non vado oltre nei dettagli poiché mi sembra ingiusto e irrispettoso invadere la privacy di Mimì. Ma una cosa posso dirla…a volte sembra di assistere al film L’esorcista. Chiusa parentesi.
Quando era neonata il medico parlava di intestino immaturo. E ci può stare. Ma crescendo non dovrebbe crescere pure il signorino intestino? Sarà pigro! Questione di famigliarità? Può essere! Ma io un’idea me la sono fatta. L’acqua! La principale arma per sconfiggere Mrs Stipsi, a Mimì pare manna di San Nicola (acqua tofana, ovvero veleno!). Sebbene gliela propino nei modi più svariati, dal semplice bicchiere, alla tazza, biberon, siringa, cannuccia, cucchiaino, tazzina di peppa pig o tazzina del caffè, Mimì odia l’acqua. Che fare? Ritorno dal medico, che stavolta ci prescrive una terapia, non invasiva, ma che a quanto pare dovrebbe funzionare.
Macrogol. Così si chiama il principio attivo.
In effetti iniziamo a notare qualche piccolo cambiamento.
Mrs Stipsi ci turba sempre meno!
Che sia la volta buona!?!
(Speriamo non lo legga!)
Mrs Stipsi, scram! (fuori dai piedi!)